The Economist – Così tanti dati, così poche informazioni

 In ComScore, Definizioni, Web2.0

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Anche The Economist si interessa del tema metriche e alla loro importanza relativa pubblicando un articolo in cui si torna a parlare del sito più popolare al mondo in termini di pagine viste – Google – o del network più popolare al mondo in termini di tempo speso sul sito – Microsoft.
Bob Ivins, responsabile di comScore per il mercato internazionale, dice che il web produce dati “allo stesso modo in cui una manichetta antincendio scarica acqua” e il calcolo di cosa questi dati significhino è quasi come “inserire una cannuccia nel tubo per prenderne un sorso”.
Le pagine viste, che sono state fino ad oggi la metrica più in uso per il calcolo degli investimenti pubblicitari, facili tra l’altro da comprendere per l’analogia con il mondo offline, stanno cominciando a vedere il loro declino, soprattutto nei siti più avanzati. La ragione di tutto ciò ha a che fare ovviamente con il Web 2.0 e con le pagine in AJAX che gestiscono le chiamate asincrone. Il metodo permette consente alle pagine di aggiornare parte dei loro contenuti senza dovere riscrivere la parte di pagina restante. In pratica, una sessione può estendersi per un’intera giornata, su una singola pagina vista che si aggiorna continuamente nei suoi contenuti.
Quanto più i siti diventano interattivi, tanto più aumenta l’importanza e l’interesse su altre metriche, quali tempo speso sul sito, durata media della visita, engagement o ancora attenzione espressa durante la visita.

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