How Many Site Visitors/Visits? Dipende…

 In ComScore, Nielsen//Netratings, Visual Sciences

Il New York Times parla delle difficoltà inerenti il corretto calcolo delle metriche di traffico che servono per quantificare in ultima analisi i costi pubblicitari. Style.com, la versione online di Vogue e delle riviste del gruppo Condé Nast, si è ritrovata in mano valori del tutto disallineati quando ha utilizzato servizi o strumenti diversi. Lo strumento analitico interno ha riportato 1,8 milioni di sessioni, ComScore 421.000 e Nielsen/NetRatings 497.000 nel mese di settembre. La presenza di queste discrepanze crea senz’altro un alto grado di frustrazione ma anche di disaccordo e di dissenso su quelli che sono poi i numeri da dedicare all’advertising online.
Anche Forbes.com ha discrepanze profonde dai dati raccolti con Visual Sciences – 11,6 milioni di visitatori USA il mese scorso – contro i 7,5 milioni stimati da Nielsen/NetRatings e i 5,8 milioni stimati da ComScore.

Per aumentare la confusione intorno ai numeri, le agenzie pubblicitarie lamentano anche l’impossibilità di conoscere con esattezza la frequenza di visualizzazione dei messaggi promozionali.

La pricipale fonte di errore risiede nella metodologia utilizzata per misurare il traffico. Sia ComScore sia Nielsen/NetRatings si affidano a panel di utenti il cui comportamento viene estrapolato per calcolare il numero totale di visitatori o il numero totale di sessioni avvenute su un determinato sito. E’ quindi chiaro che i risultati sono fortemente influenzati dalla composizione del panel che, si fa osservare, spesso manca di adeguata rappresentanza di popolazione studentesca, gruppi demografici variegati, segmenti rappresentativi dell’audience di interesse del sito analizzato. I risultati derivanti dal panel riflettono le scelte fatte nella selezione del panel stesso.

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