Google Analytics V2: considerazioni ulteriori

 In Google Analytics

dashboard1.jpg
La scorsa settimana si sono presentati dei problemi per gli utenti di Google Analytics che hanno comportato un ritardo di circa 24 ore nel data processing. Soltanto alcuni giorni dopo vi sono stati commenti sul blog ufficiale:

http://analytics.blogspot.com/2007/05/previous-reporting-delays.html

Questa occasione ci permette di tornare per una volta sui giudizi riferiti alla nuova release che è stata lanciata l’8 di maggio e vedere cosa è stato cambiato in meglio e cosa ancora è da migliorare.

In breve cosa c’è di nuovo e cosa è stato aggiornato:

– i report sono di più facile navigazione, la disposizione è più ordinata, i menu sono meglio organizzati;
– le dashboard sono personalizzabili;
– è possibile inviare i report via email, anche in formato pdf;
– è ora possibile utilizzare il back per tornare al report visto precedentemente;
– sono presenti riepiloghi di livello superiore;
– i report di provenienza geografica – Map Overlay – sono stati riprogettati al fine di migliorarne la leggibilità e aggiungere la funzione di zoom dettagliato su piccole località;
– è cambiato il tool di selezione dell’intervallo temporale, anche se è stata eliminata la suddivisione per fasce orarie.

Cosa invece è rimasto tale?

Il set up, la configurazione e le impostazioni e tutto quanto è lato amministratore sono rimasti uguali a prima. La creazione di filtri, l’aggiunta di nuove utenze, l’aggiunta di profili, sono rimasti nella forma della versione precedente.

Tra le novità in dettaglio:

1) Un’interfaccia utente completamente nuova.

La nuova interfaccia è stata progettata per aiutare ancora meglio nell’analisi dei dati.

home_old.jpg

home_new.jpg

Il menu è meglio organizzato e chiaro nel primo livello rispetto alla versione precedente.
menu_old.jpg menu_new.jpg
Il dato è meglio contestualizzato e permette di effettuare alcune segmentazioni prima non così intuitive o non disponibili. C’è anche un uso dello spazio più esteso e gli ingombri sono forse più funzionali, anche se il calendario forse non convince del tutto.

L’help ha acquisito maggiore visibilità e organizzazione.

Per quanto riguarda la segmentazione, ora è possibile utilizzare una funzione di segmentazione che si trova all’inizio del report con un menu a tendina – nella versione precedente tale segmentazione si trovava in corrispondenza di ogni riga di dati in tabella. I criteri di segmentazione sono gli stessi presenti nella versione precedente con due piccole variazioni: non è più disponibile come criterio la connection speed, è stato aggiunto come criterio la landing page. Ora è molto più immediato verificare le performance delle landing page.

segments_new.jpg

Sempre per quanto riguarda l’organizzazione del contenuto, sono stati inseriti 3 tab – Site Usage, Goal Conversion, eCommerce – ritengo molto ben fatti. Site Usage presenta i dati in un contesto informativo generale. Goal Conversion presenta i dati filtrati in base ai criteri di successo impostati, ciascuna riga del report riporterà i valori di conversione associati. La dicitura G1, G2, ecc., è stato sostituita da una più decisa Goal 1, Goal 2, ecc., con il nome dell’obiettivo. ECommerce presenta i valori di reddito, transazioni, valore medio, tassi di conversione e valore per visita per ciascuna voce del report in esame. E’ chiaro che questi dati sono poi disponibili solo se è stato configurato un profilo eCommerce.

Tra i report che hanno subito maggiori revisioni o che sono stati eliminati:
– il report All Navigation, che era sotto Content Optimization > Navigational Analysis. Adesso per sapere le pagine di provenienza dei visitatori e le pagine successive si può andare nel Navigation Summary del Content Overview report e selezonare le pagine di indagine dal menu a tendina o cliccando su una di esse presenti in tabella.
– il report All CPC Report, che era sotto Marketing Optimization > Search Engine Marketing, è ora in Traffic Sources > Keywords oppure > Adwords e da qui è possibile utilizzare i criteri di segmentazione segnalati in precedenza.

Per quanto riguarda le nuove visualizzazioni grafiche, sono a dire di molti simili a quelle di Google Finance, inoltre in diversi hanno espresso dubbi sull’efficacia delle ombre nelle sparkline.

Per quello che riguarda la nuova Map Overlay, essa riprende la grafica geo di MeasureMap di Adaptive Path, società di tracking dei blog acquisita da Google qualche tempo fa.

La nuova interfaccia aiuta ed è migliorata. Tuttavia, la versione in italiano è sempre povera e in certi casi antiquata o errata per quanto riguarda la terminologia. Infine, l’area di amministrazione è rimasta tale e quale alla versione precedente, il che non è né un bene né un male. L’interfaccia della versione precedente sarà comunque disponibile fino al 18 luglio per consentire confronti e per garantire l’adattamento degli utenti esistenti alla nuova versione.

2) Dashboard personalizzabili

E’ presente al di sopra di ogni report il bottone “Add to Dashboard” che permette di aggiungere il report in esame alla dashboard secondo le proprie preferenze.

add_to_dashboard.jpg

Le dashboard sono poi personalizzabili nella loro disposizione con un semplice movimento del cursore sugli oggetti che permette di spostarli a piacimento grazie alla nuova funzionalità drag and drop dell’interfaccia in AJAX. L’utilizzo delle dashboard deve seguire due criteri cardine:
– un numero limitato a 5-10 dashboard, non oltre, visto che lo scopo delle dashboard è quello di fornire una vista complessiva degli andamenti;
– l’utilizzo delle stesse in modo da potere effettuare dei confronti per intervalli temporali, in modo da avere a disposizione un contesto di riferimento, altrimenti di per se le dashboard sono poco informative. Purtroppo Google analytics non è ancora in grado di salvare le impostazioni temporali definite, bisogna quindi di volta in volta effettuare nuovamente le scelte di intervallo.

Inoltre, le dashboard possono essere inviate via email in automatico, secondo cadenze impostate, ciò permette di ricevere una veloce overview di ciò che sta accadendo al nostro sito senza dovere necessariamente accedere ai report. La cadenza di invio può essere giornaliera, settimanale (tutti i lunedì), mensile (l’invio avverrà il primo giorno di ogni mese), trimestrale (con invio il primo giorno utile di ogni trimestre). Inoltre, se desideriamo inviare una dashboard via email possiamo scegliere di includere un confronto degli andamenti per intervallo temporale, per cui se decidiamo di ricevere il report una volta al giorno, avremo un confronto degli andamenti tra gli ultimi due giorni. Il problema a questo punto è legato alla disponibilità dei dati: il report inviato il primo gionro del mese conterrà tutti i dati oppure a causa di nuovi ritardi nel data processing presenterà un dato incompleto?

3) Report via email

Così come per le dashboard, qualsiasi report può essere inviato via email al volo o secondo uno scheduling definito giornaliero, settimanale, mensile, trimestrale. Il report da inviare via email è molto semplice da configurare e può essere inviato in formato PDF – novità -, XML, TSV o CSV. Anche in questo caso è possibile scegliere l’opzione di confronto temporale per osservare giorno vs giorno precedente, settimana vs settimana precedente, ecc. E’ possibile inoltre aggiungere report aggiuntivi nelle impostazioni di invio ad un invio già preconfigurato utilizzando il tab Add to Existing. Nel formato PDF i grafici e le tabelle sono esportati in grafica vettoriale e questo rende possibile mantenere un elevata qualità grafica anche quando si ingrandiscono notevolmente le immagini.

4) Sticky URL – Utilizzo del tasto back del browser

Quesa è una novità importante se non altro perchè in precedenza la navigazione su GA era limitata anche dal fatto che il back del browser non era funzionante e riportava alla dashboard di default.

5) Nuova selezione intervallo temporale

La selezione dell’intervallo temporale di analisi è stata spostata dalla posizione in basso al menu di navigazione verso l’alto, alla destra e al di sopra del grafico principale del report. Oltre alla possibilità di definire l’intervallo temporale selezionando la data dal calendario, è ora possibile anche specificare l’intervalo utilizzando la funzionalità denominata timeline, che visualizza in anteprima variazioni significative e dunque facilita una scelta.

range_selector_old.jpg
calendario_new.jpg

Inoltre, in modalità standard la scelta dell’intervallo può essere fatta direttamente selezionando le date sul calendario o inserendo l’intervallo temporale nelle maschere di Date Range, cosa che prima non era disponibile. La novità più interessante però è il confronto tra due intervalli temporali che poi originano su un confronto per linee spezzate sul report principale. Il confronto con il passato – giorno prima, settimana prima, mese prima, ecc. – è graficamente significativo solo sul grafico principale e nei grafici secondari, nei grafici accessori tipo thumbnail la piccola dimensione delle sparkline non aiuta nella lettura delle informazioni.
Infine, è questo è un punto a sfavore, è stata eliminata la visualizzazione per intervallo orario, che invece aveva una sua ragione d’essere.

6) Nuovo help center

La guida in alto a destra, è ora stata sostituita da un help enter in basso rispetto al menu di navigazione che è meglio organizzato e più completo e che presenta le voci
About this Report – un breve menu contestuale -, Conversion University – il link al tip della Conversion University, Common Questions – domande contestuali al report e Report Finder – un link all’Help Center che dove viene spiegato come utilizzare i diversi report che fanno parte a oggi di Google Analytics.

Cosa invece crea ancora problemi in Google Analytics, al di là delle limitazioni native del prodotto?

Innanzitutto le definizioni e le modalità di calcolo di alcuni indicatori rimangono poco chiare e a volte persino fuorvianti. Vediamo alcuni esempi.
Nel Content Report l’indicazione sulle visits sparisce per lasciare posto a una metrica ibrida, Unique Views, che viene erroneamente trattata come qualcosa di simile alle page views e sommata ad esempio per fornire un totale dalla dubbia natura. Dalla definizione si intende per Unique Views “il numero di visite in cui sono state visualizzate una o più di queste pagine”. Ebbene, se si tratta di visite è noto l’errore che sta dietro a una somma delle visite per contenuti diversi, in quanto durante una visita possono essere visti più contenuti. Nel report non solo viene fornita appunto la somma di queste Unique Views, ma questa viene anche usata come denominatore per il calcolo del Bounce Rate. Per questo motivo la stessa metrica assume valori diversi a seconda di che report si sta guardando, generando non poca confusione. Addirittura nei report Top Landing Pages e Top Exit Pages, vengono forniti ben 3 valori diversi tra loro senza nessuna indicazione su metodo di calcolo o sul significato.

frequenza_di_rimbalzo_pagin.jpg

Queste imprecisioni complicano ad esempio l’analisi per directory del report Content Drilldown: non è infatti possibile avere nessuna indicazione sul numero delle visite relative a una sezione del sito.

Infine il Site Overlay rimane molto debole e praticamente inutilizzabile, sia con FireFox che con Internet Explorer.

img_012.jpg
Recent Posts

Leave a Comment