Google Ad Planner / Google Trends for Websites

 In Google Ad Planner, Google Trends

Google lancia Google Ad Planner, un tool di pianificazione e di ricerca gratuito che mette in connessione gli inserzionisti con gli editori e i media. La mossa segue l’acquisizione della piattaforma di online advertising DoubleClick e rappresenta un’ulteriore espansione nei servizi di planning e analytics da parte del gigante di Mountain View.

Google Ad Planner richiede di inserire i caratteri demografici e i siti associati alla propria target audience e lo strumento è in grado di restituire informazioni riferite ai siti ulteriori che è assai probabile l’audience di riferimento andrà a visitare (stiamo parlano sia dei siti presenti all’interno del Google content network, sia dei siti non facenti parte). Si può scendere nel dettaglio sui caratteri demografici e sulle ricerche riferite ad un sito specifico, oppure è possibile avere statistiche aggregate per i siti che sono stati inseriti nel proprio media plan.

Google Ad Planner è pensato innanzitutto per i media planner e ha l’obiettivo di identificare i siti che attirano i clienti obiettivo e di aiutare a creare piani media per sé o per la propria clientela.
E’ dunque possibile:

– Definire le audience per caratteri demografici e interessi;
– Ricercare i siti rilevanti per la propria audience obiettivo;
– Accedere ai dati riferiti a utenti unici, pagine viste, reach per country e altri ancora riferiti a milioni di siti presenti in oltre 40 nazioni;
– Creare piani media;
– Creare una lista di siti web sui quali si desidera fare promozione;
– Generare statistiche aggregate per il proprio media plan.

Una volta entrati in Google Ad Planner, è possibile o iniziare una ricerca (Search) o creare un nuovo media plan (Media Plan).
Iniziando una ricerca viene presentato un elenco di tutti i siti di cui Google detiene dati (si tratta probabilmente di dati raccolti con la Google Toolbar).
Nella parte in alto a sinistra della console, sono presentate le tre metriche – unique visitors, country reach e page views – che vengono identificate nei loro valori in base ai criteri di selezione demografici – nazione e lingua. I criteri demografici possono essere ulteriormente filtrati per sesso, età, istruzione e reddito. Ma Google Ad Planner permette anche di specificare i caratteri demografici per un sito specifico o per più siti.

Una volta ristretti i criteri di scelta demografici attraverso i filtri, si possono esaminare i risultati nella parte centrale della console.
Le metriche presentate sono Category (di appartenenza del sito), Comp Index (un punteggio che indica la concentrazione dell’audience in quel sito per la nazione definita), Unique Visitors, Country Reach (percentuale stimata degli utilizzatori Internet totali per la nazione definita), Page Views e metriche specifiche di contenuto del Google Content Network quali Ad Format e Impressions per Day.

Google Ad Planner presenta inoltre l’opzione di drill down per singolo sito cliccando sull’icona presente al fianco del nome del sito. Si ottengono dati demografici, dati e modelli di traffico che appaiono una perfetta integrazione di Google Trends for Websites.

Per quanto riguarda il modulo di Media Plan, si tratta di creare la prima pianificazione e la strada da percorrere è piuttosto semplice. I media plan se generati possono essere esportati in un file .csv o su un .csv Mediavisor di Doubleclick, per la gestione integrata di acquisti e di gestione campagne.

Le funzionalità complessive non appaiono così incredibili, ma è senz’altro il punto di partenza per aggiunte e miglioramenti che verranno con il tempo.
Google Ad Planner è ancora in beta, è possibile richiedere l’iscrizione a questo indirizzo.

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Google Trends for Websites. Lanciato qualche giorno prima di Google Ad Planner, è uno strumento sempre gratuito che consente di misurare i volumi e le audience dei siti utilizzando una combinazione di fonti e che va ad aggiungersi e ad arricchire il già esistente Google Trends.
Con Google Trends for Websites, è possibile avere informazioni relative al traffico e ai pattern di visite e provenienze geografiche. E’ possibile confrontare un numero massimo di 5 siti e osservare i dati relativi ad essi con i principali termini di ricerca condotti.
Google Trends for Websites non solo visualizza informazioni riferite alle ricerche, ma può essere utilizzato per confrontare i visitatori unici giornalieri di uno o più siti, le provenienze geografiche, gli altri siti visitati. Per accedere ai dati, è necessario loggarsi utilizzando un account Google.
I dati, una volta inseriti nel search box gli indirizzi dei siti sotto analisi, sono presentati in forma grafica grafica e ordinati per numero di visitatori unici giornalieri. Sotto al grafico, è presente una lista delle aree geografiche di provenienza dei visitatori, gli altri siti visitati, i termini ricercati.

Trends for Websites combina le proprie informazioni da una varietà di fonti quali: dati aggregati di ricerca provenienti da Google, dati aggregati anonimi di Google Analytics (opt-in), dati provenienti da panel di utenti (opt-in), altre fonti di terze parti di ricerche di mercato.

Il dato è aggregato su milioni di utenti e non contiene informazioni identificative della persona. Inoltre, Google Trends for Websites mostra i risultati solo per quei siti che ricevono un ammontare significativo di traffico (anche se non è esplicitato il valore soglia applicato in ingresso).

Le informazioni fornite da Trends for Websites vengono aggiornate periodicamente per fare si che i dati siano rilevanti. I dati presenti nelle tre colonne sottostanti il grafico si basano sugli ultimi 30 giorni dal più recente aggiornamento.
C’è da dire che come Google stessa dichiara, Trends for Websites è un prodotto Google Labs, dunque le informazioni fornite non sono ancora accurate al 100%. Google si impegna tuttavia a migliorare le proprie stime nel tempo a venire.
Il blog di Google per i webmaster avverte in effetti che i dati possono non essere del tutto accurati. “Keep in mind that Trends for Websites is a Google Labs product and that we are experimenting with ways to improve the quality of the data. Because data is estimated and aggregated over a variety of sources, it may not match the other data sources you rely on for web traffic information.”
Attualmente, Trends for Websites è solo disponibile nella versione inglese ed è liberamente accessibile all’indirizzo http://trends.google.com/websites.

L’uscita di Google Trends for Websites potrà dare senz’altro fastidio nel tempo ad alcuni fornitori emergenti o già consolidati nel settore del rating quali comScore, Nielsen NetRatings, Compete, Quantcast, Alexa e Hitwise. Tuttavia resta difficile confrontare i dati di Google con quelli degli altri operatori sia perchè vengono utilizzate diverse fonti sia perchè vengono utilizzate diverse metriche: daily uniques e monthly uniques visitor, numeri reali e numeri di reach, visitor a livello di country e visitor a livello globale.

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